Crea sito

Catalogna, due italiani tra le 14 vittime. Polizia: il piano dei terroristi era ancor più spaventoso

Bruno Gulotta, 35 anni, e Luca Russo, 25, tra i morti sulla Rambla. Tra i 126 feriti complessivi altri tre nostri connazionali, vittime di 34 nazionalità. Gli attentati di Barcellona e Cambrils collegati all’abitazione di Alcanar saltata in aria mercoledì notte. Dove la cellula islamista preparava materiale esplosivo da utilizzare negli attentati. Quattro finora gli arresti. In fuga l’autista del furgone, che potrebbe essere tra i cinque i terroristi uccisi nella notte nel secondo attacco a Cambrils

L’attentato di Barcellona e quello successivo di Cambrils sono collegati e riconducibili a una cellula islamista che preparava da tempo un’azione di portata ancora più grande. Lo ha affermato in conferenza stampa il portavoce della polizia catalana, Josep Lluis Trapero. “L’ipotesi attualmente allo studio della polizia – ha affermato – è che i terroristi stessero preparando da tempo uno o più attentati orbitando intorno alla casa di Alcanar” saltata in aria mercoledì scorso. Lì la cellula, secondo la pista investigativa, preparava il materiale esplosivo da utilizzare negli attacchi. La deflagrazione avrebbe privato la cellula di quelle bombole di gas adattate a bombe, costringendola a rivedere il suo piano.

Il portavoce ha precisato che tre dei cinque terroristi uccisi a Cambrils sono stati identificati. Non l’autista del furgone piombato sulla gente a passeggio lungo la Rambla di Barcellona. Che potrebbe essere in fuga ma, ha spiegato ancora Trapero, “anche essere tra i cinque uccisi a Cambrils. “Non ne abbiamo ancora la prova, ma diversi indizi sì”. Il più forte sospettato quale autore materiale dell’irruzione sulla Rambla alla guida del furgone è il 17enne Moussa Oukabir. Secondo fonti qualificate, il giovane di origini marocchine sarebbe in realtà tra i terroristi uccisi a Cambrils e per la conferma ufficiale si attende il risultato delle analisi biometriche. La polizia è ancora al lavoro per determinare l’esatto numero dei componenti della cellula, che potrebbe aver contato tra i 9 e i 12 affiliati. Considerando i 5 terroristi uccisi a Cambrils, i 4 arrestati (tre di nazionalità marocchina e uno spagnolo) e l’autista del furgone, se ancora in fuga e non tra i terroristi uccisi a Cambrils. La polizia catalana è alla ricerca di quattro fuggitivi: oltre a Moussa Oukabir, Mohamed Hychami, Younes Abouyaaqoub e Said Aallaa.


Tra le 14 vittime ci sono due italiani, uccisi sulla Rambla di Barcellona. E tre i connazionali feriti su un totale di 130 per 34 nazionalità diverse. I due italiani uccisi sulle Ramblas nel raid terroristico di ieri pomeriggio rivendicato dall’Isis sono Bruno Gulotta, 35 anni, di Legnano, e Luca Russo, 25 anni, di Bassano del Grappa, provincia di Vicenza, laureato in ingegneria energetica che si trovava nella città catalana con la ragazza, Marta Scomazzon, in ospedale ma non in gravi condizioni, con un piede e un gomito fratturati. “Aiutatemi a riportarlo a casa. Vi prego”, ha postato su Facebook la sorella di Luca, Chiara. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio di cordoglio a Felipe VI, Re di Spagna. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in un tweet esprime la sua vicinanza alle famiglie dei due italiani uccisi: “#Barcellona Italia ricorda Bruno Gulotta e Luca Russo e si stringe attorno alle loro famiglie. La libertà vincerà la barbarie del terrorismo”. Un minuto di silenzio solenne è stato osservato in Plaza de Catalunya a Barcellona per le vittime dell`attacco, presenti lo stesso re Felipe VI e il capo del governo Mariano Rajoy. In Spagna sono stati proclamati tre giorni di lutto nazionale. Domenica a Barcellona sarà celebrata, anche in italiano, una messa in suffragio delle vittime nella Sagrada Familia, la cattedrale di Antoni Gaudì che è uno dei simboli di Barcellona.

Il collegamento tra gli attentati. Il legame tra gli attentati di Barcellona e Cambrils sarebbe dunque la casa nel comune di Montecarlo de Alcanar Platja, 110 chilometri a sud di Tarragona e una novantina a sud di Cambrils, saltata in aria mercoledì. Si era pensato a una fuga di fas, invece tra quelle mura la cellula preparava il materiale esplosivo. Nel progetto originario, i terroristi avrebbero voluto portare a Barcellona il furgone carico di bombole per farlo esplodere tra la folla. Ma la deflagrazione di Alcanar e la perdita del materiale avrebbe costretto la cellula a modificare i piani.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*